IT > Antologia Critica > Infinita sensazione
Infinita sensazione
di Francesco Gallo
... è essenziale includere tutto, non tralasciare niente, anche se questo significa lavorare nel turbine di contraddizioni, e un turbine di contraddizioni risulta il suo ambito preferito.
Thomas B. Hess
La pittura astratta è una sensazione infinita, avvolgente, sconvolgente nella sua pienezza cromatica. Tutto è affidato alla fattezza espressiva del gesto, alla capacità di dare corpo alla fantasia sfrenata dell'invenzione. E pittura nel senso pieno della parola, assoluta da ogni riferimento esterno, da ogni mimetismo naturale.
Forma che contiene se stessa, nell'informalità della struttura profonda e della pelle palpabile, la pittura di Luigi Malice contiene una spontaneità e una cultura, capaci di trasmigrare per deduzione dal mondo all'arte, dalle cose all'essenza. Si configura una molteplice scacchiera dai contorni sfuggenti, dalle tonalità pomeridiane, soffuse, come se fossero appunti di una dionisiaca festa, resoconti dell'ebbrezza che non si è consumata e non si consumerà mai.
Da un quadro all'altro la scena si complica, si scompone, si scandisce, si ritma, come obbedendo ad un impulso interiore, ad una suprema legge dell'espressione. Tutto questo massimo rapimento, in contemplazione, ma anche in violenza compositiva, ordinatrice, da espressionismo senza quiete, senza sosta. Tutto questo, ma anche tutto il suo opposto, il gioco degli equilibri difficili, il gioco delle pedine che si perdono nel caos della vista, della luce, dell'ombra.
Non resta che sciogliere la fantasia, farla partecipare al simposio, senza Ganimede, dell'arte, alla sua voglia di sedersi sulla soglia del tempo e stare ad osservare gli sconvolgimenti dell'animo, i suoi passi perduti verso la meta perduta.
Come in una selva si diradano i riferimenti ad ogni biografia, ad ogni cronologia della ragione e si connotano le strategie della volontà perversa, inebriata dallo scompiglio portato nel cielo.