IT > Antologia Critica > "STORIA DELL'ARTE ITALIANA DEL '900. Generazione anni trenta"
Estratto da :
Giorgio DI GENOVA
STORIA DELL'ARTE ITALIANA DEL '900. Generazione anni trenta
Edizioni Bora, pp.116-117 e p.634 (fig.190 e 1187) ,vol.5
pp.116-117
Al secondo corno [ovvero, dell'Informale Materico,n.d.r.] appartengono, invece, sia l'abruzzese Patrizio Mercuri, che sulla spinta delle prove materiche non manca di sbirciare verso Morlotti, per poi tornare alle paste alte, non sempre debitante decantate (32), sia per un breve periodo il fiorentino Carlo Frittelli (S.T, Pittura n. 2. 1960), prima di tornare a soggetti impegnati e a opere astratto-espressioniste collaterali ai modi di stilizzare di Vinicio Berti (33), sia i campani Luigi Malice e Luca Monaco, nonché il ligure Raimondo Sirotti, il varesino Sergio Piccaluga ed il romano Claudio Olivieri.
Malice vira verso l'Informale dopo un periodo di pittura espressionista, i cui echi si avvertono ancora in tecniche miste del '64 (Frammenti, Dopo il temporale), dove tuttavia l'accostamento e la giustapposizione dei "frammenti" cromatici, stesi sulla superficie con la spatola, mantengono una memoria delle scansioni neocubiste, meglio reperibili in Paesaggio calabro del '63, di evidente tangenzialità costruttivista. La decantazione del colore-materia si comincia a precisare sin dall'anno successivo, allorché il napoletano in Paesaggio e in Omaggio a Kandinsky schiarisce la tavolozza, rendendo più ariosi e trasparenti i toni, nel primo caso ridotti alla contrapposizione di celesti (cielo) e di rosa con cuore rosso (terra). A seguire è Nucleo del '66, tutto giostrato su zone frammentate di gialli con intrusioni di celeste, schegge azzurre, bianche, color mattone e momenti di grafia sfatta in nero. Tendenza costruttivista e abbandono lirico si alternano, entrando talvolta in frizione per rigurgiti espressionistici risolti in accumulo di tassellature-macerie cromatiche (Paesaggio, 1965), sommovimenti ora atmosferici (Paesaggio, 1965) ed ora aerei (Massa in moviniento, 1966), o concentrazioni implosive di colori-materia (Sintesi 4, 1966; Tensioni 2, 1967), tutti esiti nei quali si amalgamano due valenze dell'Informale, quali l'Abstraction lyrique e l'Espressionismo astratto,all'epoca importante punto di riferimento per molti giovani pittori.
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E se nell'ambito dei nuovi materiali della scultura incontriamo ancora Mazzucchelli, che con i suoi gonfiabili, anche saldati e colorati, invade spazi e monumenti del passato (44), altri su tale versante proseguono esperienze, e penso a MALICE, il quale prima di dedicarsi alle sue pittoriche "evocazioni informali" (45), negli anni Ottanta continua a realizzare alcune estroflessioni in plastica ciré su legni sagomati con dinamiche che lo distinguono dai quadri-oggetto di Castellani e di Bonalumi, nei confronti dei quali tuttavia è innegabile abbia qualche debito.